I TITOLI DI QUANDO VENNE APPROVATA LA CONCESSIONE SCANDALO

Biella avrà il suo tempio crematorio. Dopo dodici anni arriva il via libera

I lavori dureranno un anno
COSI TITOLAVA LA STAMPA il 09/05/2015

La famiglia Ravetti gestirà il tempio crematorio per 27 anni

Pubblicato il 09/05/2015
ALESSANDRO NASI
BIELLA

Un cantiere atteso dodici anni. Tanto è passato da quando il Comune di Biella ha cominciato a studiare il progetto del tempio crematorio vicino al cimitero. Con la firma sulla convenzione tra l’amministrazione comunale e l’associazione temporanea d’imprese, guidata dalle onoranze funebri Ravetti di Biella, messa ieri nero su bianco, il progetto diventa finalmente realtà. «I lavori partiranno a breve, entro poche settimane, giusto il tempo dell’ultimo passaggio in giunta. E il cantiere durerà circa un anno», commenta Marco Ravetti, titolare con il padre Roberto.

 

L’opera

Il tempio crematorio sorgerà sul retro del cimitero di via Piacenza, le cui mura verranno allargate per contenere la nuova struttura. Su una superficie di circa 900 metri quadri sorgeranno la cappella, i locali tecnici, l’amministrazione e i bagni. Un intervento da circa 2 milioni di euro. Le cellette cinerarie a disposizione saranno 1400: «Realizzarne di nuove è assolutamente necessario perché all’interno del cimitero non ce ne sono più di libere», spiega ancora Ravetti. La struttura è realizzata con lo strumento del project financing, con cui aziende private realizzano opere pubbliche per poi ottenerne la gestione dal Comune. Nel caso del tempio crematorio, la famiglia Ravetti la gestirà per 27 anni. «Dopo dodici anni di attesa e intoppi di varia natura, finalmente possiamo iniziare i lavori», conclude Ravetti.

 

Via libera

L’ok al progetto arriva, anche se indirettamente, dalla Regione che ha recentemente approvato nuove regole per la costruzione di impianti per la cremazione sul territorio piemontese: tra una struttura e l’altra devono esserci almeno 50 chilometri, ma ogni provincia può averne uno. Per cui la struttura che nascerà a Desana (Vercelli) non mette in discussione quella di Biella. Che dopo Verbania, Cuneo e Torino avrà il suo tempio crematorio.

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