COMUNICATO STAMPA: Avanti tutta con i patteggiamenti? Codacons dice no

Rispetto all’articolo pubblicato il 06.07.2019 sul quotidiano “La Stampa” riguardo al “caso Crematorio” di Biella, i legali Codacons osservano.

Sorprende che non si sia ritenuto di dover dar voce ai legali delle famiglie, nonostante l’articolo tratti proprio delle loro indagini difensive e degli importanti risultati ottenuti.

È incomprensibile, infatti, che sia sia voluto dare unico risalto alle dichiarazioni che il Procuratore Capo abbia ritenuto di dover fare, con opinabile opportunità, proprio all’indomani del deposito di una nuova prova al suo ufficio, per destituirne ogni rilevanza.

Le indagini svolte presso il laboratorio di genetica forense di Orbassano hanno dimostrato, contrariamente a quanto sostenuto nella richiesta di archiviazione formulata dalla procura della Repubblica per eliminare dal processo tutti i potenziali soggetti lesi dai reati, che l’estrazione e la tipizzazione del DNA sono possibili perché sono state ottenute in un significativo campione di urne. Non solo. In un’urna è stata trovata un’intera protesi dentaria e in un’altra, addirittura del 2017, è stato trovato un doppio profilo genetico, prova inconfutabile della pratica della cremazioni multiple, già seguita evidentemente da quella data.

E allora ci risulta difficile comprendere come la Procura possa dire “avanti tutta con abbreviati e patteggiamenti”, avendo fin qui contestato i fatti solo in 4 giornate (una di settembre e tre di ottobre) del 2018!  Non possiamo accettare che si comprima, limiti o deprima – a tutto favore degli imputati – l’accusa, di cui unica “titolare” (questo è vero e siamo d’accordo con la Procura nel ricordarlo) è proprio la Procura della Repubblica.
Non è ammissibile che ai responsabili di tali gravissimi delitti contro la pietà dei defunti siano fatti facili sconti e non comprendiamo questa larvata ostilità che ci pare di cogliere verso le vittime o i loro legali.

Respingiamo al mittente l’accusa di speculazione, che fin dall’inizio è stata brandita come una clava per scoraggiare i nostri assistiti. Codacons da sempre promuove azioni collettive e leggere in questo una finalità lucrativa fino al punto di illazionare la manipolazione delle prove (che “non convincono”) non è e non sarà consentito a nessuno!

Parlare poi di rischio prescrizione o “sconvenienza” dei processi con centinaia di vittime non ha alcun senso e ci sembra pure una grave disinformazione. In questa vicenda i fatti sono recenti e con le nuove norme questo rischio non c’è: il solo fatto di annunciarlo ci pare errato e pure moralmente discutibile. Le vittime si tutelano facendo i processi, non dicendo loro “di stare a casa”, come sostanzialmente è stato detto a chi invece soffre, tormentato dal pensiero di come sia stato trattato il proprio caro prima e durante la cremazione e in quale discarica possa essere finito! Alla Procura ci permettiamo di ricordare che se è certamente diritto degli indagati e degli imputati a seconda delle fasi richiedere riti alternativi è però il PM a prestare il consenso. Sarà poi il Giudice a valutare la corretta qualificazione giuridica dei fatti e la congruità della pena concordata. Ed alla luce delle nuove prove scientifiche, così non è, così non può essere, spostando la data di inizio contestazioni a due anni prima, con il coinvolgimento di almeno un migliaio di famiglie in più.

L’esercizio dell’azione penale, la cui esclusività la procuratrice rivendica, non significa discrezionalità assoluta e tanto meno arbitrarietà, non essendo condivisibile agevolare patteggiamenti per evitare processi scomodi (con tante parti offese) e tantomeno complessi (con prove scientifiche da acquisire) se ciò si traduce in una maggiore tutela delle vittime e più adeguate pene per chi ha confessato la cremazione seriale di bare e il vilipendio sistematico di cadaveri. 

Per tali motivi i legali Codacons, nello spirito di collaborazione con l’autorità inquirente che li ha fin qui contraddistinti, invocano una posizione della Procura più sensibile al dolore e pretesa di giustizia delle famiglie, e dagli organi di stampa un più equilibrato rispetto dei ruoli processuali tutti.



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